Intervista a Luigi Lain

1) Quando ha scelto di iscriversi alla Scuola Galileiana di Studi Superiori, quali aspettative aveva? Al termine del suo percorso di Studi, ritiene soddisfatte le suddette aspettative?

Quando mi sono iscritto, pensavo che non avrei mai nemmeno passato l'esame scritto. Quando sono entrato, francamente non ricordo che aspettative avessi. Credo di non averci nemmeno pensato molto: non sapevo cosa aspettarmi e mi sentivo pronto a qualsiasi cosa mi avesse riservato il futuro.

2) A livello personale, cosa le ha dato in più la Scuola Galileiana di Studi Superiori?

Direi due cose: in primo luogo, sono sempre stato una persona introversa. Se non avessi vissuto in collegio con un gruppo di giovani, non mi sarei mai sbloccato socialmente. In generale direi che ha fatto molto bene allo sviluppo della mia personalità.

In secondo luogo, ho cominciato a vivere fuori casa. Ho dovuto cominciare a badare a me stesso, pur continuando a contare sui genitori nel weekend. Senza questa esperienza, se fossi passato dal vivere con la famiglia a vivere in un paese estero da solo sarei andato in panico.

3) A livello professionale, invece? Ritiene che la Scuola Galileiana di Studi Superiori abbia contribuito al miglioramento delle sue competenze?

Sicuramente. in particolare perché non pensavo di avere il potenziale che ho. Come ho già accennato, non pensavo che sarei passato oltre lo scritto. Alle superiori sono uscito con 80, non sono mai stato un "secchione". Se, tre mesi prima della prova, mi avessero detto che avrei tenuto la media del 27 all'Università, avrei risposto "impossibile". Sarei uscito dall'Università molto meno preparato.

Poi il campo di ricerca che mi ha affascinato, quello della chimica supramolecolare, l'ho scoperto grazie a un corso interno. Sempre in quel corso interno ho avuto modo di conoscere il professore che mi ha fatto poi da relatore nella tesi e mi ha messo in contatto col mio attuale datore di lavoro.

E siccome per tenere la media della Galileiana ho dovuto, per la prima volta nella mia vita, cominciare a studiare seriamente, ho anche imparato ad applicarmi. Insomma, se non fossi entrato nella galileiana la mia vita, sia personale che professionale, avrebbe preso una piega completamente diversa.

4) Quali sono le motivazioni che spingono uno studente delle Scuole Superiori a partecipare al concorso per entrare nella Scuola Galileiana di Studi Superiori?

Sarò onesto: di mio, non ci avrei mai provato. Ma mio padre me l'ha proposto, e Zoccante (mio buon amico e all'epoca compagno di classe) faceva gli stessi test, e così ho pensato "non ho niente da perdere. Mi aspetto di essere scartato al primo colpo, quindi non posso certo fare peggio delle aspettative". E devo dire che mi piacciono le sfide. Soprattutto se non ho la pressione di un risultato da dover raggiungere.

5) Attualmente, di cosa si occupa? È soddisfatto della sua attuale occupazione?

Attualmente studio la chimica degli acidi nucleici all'Università di Turku in Finlandia. Non mi occupo, come potrebbe far pensare la parola, di manipolazione genetica, bensì di approfondire i meccanismi chimici di base tramite cui queste molecole funzionano.

Non mi viene in mente alcun lavoro che preferirei fare piuttosto che questo, quindi posso considerarmi decisamente soddisfatto.

6) Un consiglio per i giovanissimi di oggi: la formazione di eccellenza può essere la chiave per superare un momento cosi particolare nella congiuntura mondiale?

Assolutamente sì. Grazie alla mia formazione, non solo ho trovato un dottorato di ricerca ben retribuito all'estero prima ancora di laurearmi, ma mi sono già arrivate diverse offerte di lavoro in Italia. Io dico sempre che se una persona ha le competenze e si dà da fare, il lavoro prima o poi lo trova, salvo casi estremamente sfortunati. Del resto io conosco molte persone ben qualificate e vedo che anche con la crisi la maggior parte di loro non hanno difficoltà a trovare lavoro.

 

 

Intervista a Luigi Lain

1) Quando ha scelto di iscriversi alla Scuola Galileiana di Studi Superiori, quali aspettative aveva? Al termine del suo percorso di Studi, ritiene soddisfatte le suddette aspettative?

Quando mi sono iscritto, pensavo che non avrei mai nemmeno passato l'esame scritto. Quando sono entrato, francamente non ricordo che aspettative avessi. Credo di non averci nemmeno pensato molto: non sapevo cosa aspettarmi e mi sentivo pronto a qualsiasi cosa mi avesse riservato il futuro.

2) A livello personale, cosa le ha dato in più la Scuola Galileiana di Studi Superiori?

Direi due cose: in primo luogo, sono sempre stato una persona introversa. Se non avessi vissuto in collegio con un gruppo di giovani, non mi sarei mai sbloccato socialmente. In generale direi che ha fatto molto bene allo sviluppo della mia personalità.

In secondo luogo, ho cominciato a vivere fuori casa. Ho dovuto cominciare a badare a me stesso, pur continuando a contare sui genitori nel weekend. Senza questa esperienza, se fossi passato dal vivere con la famiglia a vivere in un paese estero da solo sarei andato in panico.

3) A livello professionale, invece? Ritiene che la Scuola Galileiana di Studi Superiori abbia contribuito al miglioramento delle sue competenze?

Sicuramente. in particolare perché non pensavo di avere il potenziale che ho. Come ho già accennato, non pensavo che sarei passato oltre lo scritto. Alle superiori sono uscito con 80, non sono mai stato un "secchione". Se, tre mesi prima della prova, mi avessero detto che avrei tenuto la media del 27 all'Università, avrei risposto "impossibile". Sarei uscito dall'Università molto meno preparato.

Poi il campo di ricerca che mi ha affascinato, quello della chimica supramolecolare, l'ho scoperto grazie a un corso interno. Sempre in quel corso interno ho avuto modo di conoscere il professore che mi ha fatto poi da relatore nella tesi e mi ha messo in contatto col mio attuale datore di lavoro.

E siccome per tenere la media della Galileiana ho dovuto, per la prima volta nella mia vita, cominciare a studiare seriamente, ho anche imparato ad applicarmi. Insomma, se non fossi entrato nella galileiana la mia vita, sia personale che professionale, avrebbe preso una piega completamente diversa.

4) Quali sono le motivazioni che spingono uno studente delle Scuole Superiori a partecipare al concorso per entrare nella Scuola Galileiana di Studi Superiori?

Sarò onesto: di mio, non ci avrei mai provato. Ma mio padre me l'ha proposto, e Zoccante (mio buon amico e all'epoca compagno di classe) faceva gli stessi test, e così ho pensato "non ho niente da perdere. Mi aspetto di essere scartato al primo colpo, quindi non posso certo fare peggio delle aspettative". E devo dire che mi piacciono le sfide. Soprattutto se non ho la pressione di un risultato da dover raggiungere.

5) Attualmente, di cosa si occupa? È soddisfatto della sua attuale occupazione?

Attualmente studio la chimica degli acidi nucleici all'Università di Turku in Finlandia. Non mi occupo, come potrebbe far pensare la parola, di manipolazione genetica, bensì di approfondire i meccanismi chimici di base tramite cui queste molecole funzionano.

Non mi viene in mente alcun lavoro che preferirei fare piuttosto che questo, quindi posso considerarmi decisamente soddisfatto.

6) Un consiglio per i giovanissimi di oggi: la formazione di eccellenza può essere la chiave per superare un momento cosi particolare nella congiuntura mondiale?

Assolutamente sì. Grazie alla mia formazione, non solo ho trovato un dottorato di ricerca ben retribuito all'estero prima ancora di laurearmi, ma mi sono già arrivate diverse offerte di lavoro in Italia. Io dico sempre che se una persona ha le competenze e si dà da fare, il lavoro prima o poi lo trova, salvo casi estremamente sfortunati. Del resto io conosco molte persone ben qualificate e vedo che anche con la crisi la maggior parte di loro non hanno difficoltà a trovare lavoro.